UNA STORIA MILLENARIA
Una terra di passaggio, incontro e confine
Il territorio del Gavi e dell’Oltregiogo è una terra di mezzo, da sempre.
Si estende tra Piemonte e Liguria, in un punto strategico in cui gli Appennini non sono mai stati una barriera, ma una soglia da attraversare.
Già in epoca romana, questo ruolo era chiaro. L’antica Libarna, fondata oltre duemila anni fa lungo la via Postumia, rappresentava un nodo fondamentale di collegamento tra il Mar Ligure e la Pianura Padana. Da qui transitavano uomini, merci e idee, in un continuo scambio che ha segnato il destino di tutto il territorio circostante.
Per secoli, prima ancora delle moderne infrastrutture, queste colline sono state percorse dalle vie del sale, itinerari commerciali che collegavano Genova all’entroterra e, più a nord, all’Europa continentale. Fino all’Ottocento, quando ancora non esistevano i valichi dei Giovi o del Turchino come li conosciamo oggi, questi percorsi rappresentavano l’unica vera rete di comunicazione stabile.
Questa posizione di frontiera ha reso il territorio teatro di storia, conflitti e alleanze.
Dal Medioevo all’età moderna, famiglie nobiliari genovesi come Doria, Spinola, Grimaldi, Malaspina e altre grandi casate hanno lasciato un segno profondo, costruendo castelli, fortezze, residenze e sistemi difensivi. Ancora oggi, il paesaggio conserva una concentrazione straordinaria di architetture fortificate, che rende l’Oltregiogo uno dei territori più ricchi, in Europa, di castelli, rocche e fortificazioni medievali.
Il Forte di Gavi ne è il simbolo più noto, ma attorno ad esso si sviluppa una rete di castelli e borghi fortificati che attraversa Francavilla Bisio, Tassarolo, San Cristoforo, Mornese, Montaldeo, Casaleggio Boiro, Lerma, Tagliolo e molte altre località. Alcuni sono perfettamente conservati, altri restano come rovine cariche di memoria, testimoni silenziosi di un passato complesso e affascinante.
Accanto alla dimensione militare e strategica, il territorio è stato anche luogo di villeggiatura e residenza. Tra Seicento e Settecento, nobili e ricchi borghesi genovesi costruirono eleganti dimore nel centro di Gavi, a Novi Ligure e sulle colline circostanti: ville e palazzi che ancora oggi raccontano un’epoca di equilibrio tra paesaggio, architettura e vita rurale.
Dal XIX secolo, con il passaggio sotto il dominio dei Savoia, il territorio entra definitivamente nella storia moderna, senza però perdere il legame con le proprie radici. Libarna resta il simbolo più antico e potente di questa continuità: l’area archeologica conserva ancora oggi teatro, anfiteatro, decumano, insulae e tracciati urbani che permettono di leggere chiaramente l’impianto di una città romana di grande importanza.
Anche la vitivinicoltura affonda qui le sue origini in tempi lontani. Le prime testimonianze risalgono a prima dell’anno Mille e raccontano di un rapporto profondo tra uomo, terra e coltivazione della vite. Da questi suoli, modellati dal tempo e dal clima, nascono vini che hanno reso il territorio conosciuto nel mondo, primo fra tutti il Gavi DOCG, espressione del vitigno Cortese.
Storia, paesaggio, vino e cultura non sono elementi separati.
Sono parti di un unico racconto che continua ancora oggi, vissuto nei borghi, nei sentieri, nelle cantine e nell’accoglienza di una comunità che ha sempre fatto dell’incontro e dell’ospitalità uno dei suoi tratti distintivi.

